Una “svolta” nell’annosa vicenda dei farmaci veterinari, i cui prezzi rappresentano ormai, per i proprietari di animali d’affezione, un peso difficilmente sostenibile. È quanto chiede l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e dell’intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali e la Tutela dell’Ambiente, dopo aver giudicato “pienamente soddisfacente” , in replica all’interrogazione sui rimedi per la Peritonite infettiva felina (Fip), la risposta del sottosegretario Marcello Gemmato.
“Credo – ha aggiunto l’on. Brambilla nell’aula della Camera – che questa vicenda possa rappresentare, più in generale, un segnale di svolta nell’annosa questione dei farmaci veterinari. La liberalizzazione dei prezzi introdotta nel 1992 ha portato alla paradossale situazione di oggi, con le spese per le cure degli animali raddoppiate in meno di nove anni (a 1,2 miliardi nel 2024) e con farmaci destinati agli animali che possono arrivare a costare dieci volte più dell’equivalente umano con il medesimo principio attivo. Garantisco tutto il mio impegno per superare questo meccanismo penalizzante, discriminatorio, iniquo non è più accettabile, anche per via amministrativa: non solo a beneficio dei milioni di italiani che convivono con animali d’affezione, ma della collettività tutta, secondo il ben noto principio della “salute unica” che tiene insieme uomini, animali e ambiente”.
