“Ancora un caso di crudeltà ai danni di un povero animale e guarda caso il responsabile, già individuato, è un cacciatore che si è introdotto in una proprietà privata e ha freddato Zeus, un povero maremmano. Grazie alla legge Brambilla, la norma, in vigore dal luglio 2025, che tutela gli animali come esseri senzienti e punisce severamente chi fa loro del male finalmente questo criminale andrà in carcere e avrà una sanzione pesante”.
Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della LEIDAA e dell’Intergruppo parlamentare per i diritti egli animali e la tutela dell’Ambiente, commenta la notizia dell’uccisione del cane Zeus, avvenuta a Olbia. Come riportano diversi organi di stampa una persona armata sarebbe entrata nel terreno recintato, attirando l’attenzione del maremmano che ha cominciato ad abbaiare per difendere il territorio. “L’intruso – riferisce il proprietario del povero Zeus – ha prima tentato di colpirlo con alcune pietre poi ha imbracciato il fucile, ed esploso due colpi contro Zeus, ammazzandolo”. Poi avrebbe tentato di occultare il cadavere dell’animale trascinandolo per le zampe in un canalone e avrebbe minacciato di morte il proprietario. I carabinieri hanno provveduto al sequestro del fucile che sarebbe stato utilizzato per uccidere il cane e di tutte le armi in possesso dell’uomo, inoltre sono scattate la sospensione della licenza di caccia e la segnalazione alla Procura della Repubblica per diversi reati.
“Nel caso di uccisione con crudeltà e senza necessità – precisa la presidente di LEIDAA – la legge Brambilla prevede la reclusione fino a quattro anni e una multa fino a 60mila euro. Una pena severa che non riporterà in vita il povero Zeus, ma darà giustizia lui e a tutti gli animali uccisi dalla crudeltà dell’uomo. E non sorprende constatare come, per l’ennesima volta, un atto di crudeltà e barbarie avvenga ad opera di un cacciatore. La caccia – ho avuto più volte modo di sottolinearlo – è una pratica in sé violenta e anacronistica, che ci mostra oltretutto un volto fatto di abuso e prevaricazione: per questa ragione va limitata fino all’abolizione”.
